La storia di Mickey Mouse

Di Paola Palumbo

“Erano soliti lottare per le briciole nel mio cestino dei rifiuti […] mi affezionai particolarmente a un topo domestico marrone. Era un piccoletto timido.”
Così spiega la nascita di Topolino l’animatore, fumettista, imprenditore e cineasta statunitense Walt Elias Disney.

Nel 1928 nasce Mickey Mouse, che noi usiamo chiamare Topolino. Disney, dopo aver perso i diritti di “Oswald il coniglio fortunato” durante un viaggio a New York, cominciò a progettare questo nuovo cartone animato.
Grandi orecchie tonde, lunga coda, calzoncini rossi corti con bottoni; questa è la prima immagine che l’inventore diede al suo topo antropomorfo.
Il primo nome che gli attribuì fu Mortimer, ma la moglie gliene consigliò uno meno minaccioso. Fu così che nacque Mickey Mouse.
Il primo debutto ci fu nel maggio 1928, nel film Plane Crazy, “L’aereo pazzo”. Anche se l’esito fu discreto, nessuno promosse il progetto a causa di Gatto Felix, un cartone che andava di moda in quel periodo. Nonostante ciò Walt Disney non si diede per vinto e promosse un secondo film The Gallopin Gaucho, “Il Gaucho galoppante”, in cui topolino si scontrava con un gatto grande e grosso, senza però riuscire a sconfiggerlo.
Il successo arrivò solo nel novembre del 1928 con il terzo film proiettato al Colony Theater di New York: Steamboat Willie,  “Willie del battello a vapore”, il primo film in sonoro sincronizzato della storia del cinema.
Lo stesso inventore diede voce al protagonista e successivamente inserì il sonoro anche ai due precedenti film.
Da quel momento la figura di Mickey Mouse va modificandosi. Inizialmente è un topolino di provincia, introverso, poi man mano mostra un lato del suo carattere un po’ più dispettoso, a tratti crudele, come quando lotta con il nemico Gamba di Legno per strappargli l’amata Minnie. La sua immagine va addolcendosi verso gli anni ’40, mostrando il suo aspetto più ingenuo.
A differenza degli uomini, Topolino passa da uno stadio adulto a uno infantile; ciò si nota anche dall’aspetto, infatti, è disegnato più grassoccio e con occhi grandi simili a quelli dei bambini. Inoltre gli furono aggiunti scarpe e guanti.
Negli anni ’50 cessa di indossare sempre i soliti abiti e a seconda del luogo in cui viene ritratto, cambia vestiario. Tutto ciò fino alla chiusura della serie nel 1953.
Mickey Mouse non ebbe successo solo sul grande schermo, infatti, nel 1930 uscì il primo fumetto, grazie al contratto tra la Walt Disney e la King Feature Syndacate, e nello stesso anno venne promosso anche in Italia dal settimanale torinese “Illustrazione del Popolo”.
Nel 1932 fu pubblicato il primo libro illustrato in italiano “Sua Altezza Reale Il Principe Codarello” e uscì il primo numero di Topolino in formato giornale.
Questo risultato si deve anche all’ingegno del secondo editore che fu Mondadori, il quale a causa delle guerre mondiali dovette sospendere più volte la pubblicazione: da qui l’idea di cambiare formato e periodicità per non perdere i diritti. Questi poi non furono correttamente prelevati da Nerbini, il primo editore, che così ebbe scarsa fortuna.

Curiosità:

Nel 1970 la Repubblica di San Marino emise il primo

  • francobollo al mondo dedicato a Topolino.
  • L’attuale ONU nel 1935 nominò Topolino “simbolo di buona volontà”.
  • La voce Mickey Mouse venne inserita nell’Enciclopedia Britannica nel 1931.
  • A Topolino è dedicata la canzone del cantautore pugliese Caparezza, o meglio, non solo a lui ma a tutti gli abitanti di Topolonia. Il suo nome fu cambiato in Popolino, termine dispregiativo che sta a indicare una popolazione incolta e ingenua.